Storie a lieto fine – Carity Auction alla Triennale di Milano

La Triennale di Milano, in occasione della chiusura di Storie. Il Design italiano, ha ospitato un’asta benefica di 37 pezzi unici, donati da aziende e progettisti, esposti nella sezione Design Contemporaneo della mostra.

Tutto questo succedeva giovedì 17 gennaio e oggi possiamo dirvi che si è trattato di un vero e proprio lieto fine: una sala piena, una rassegna stampa lunghissima e circa 10 mila euro raccolti.

Il totale del ricavato è stato destinato al progetto “Tutti pazzi per l’arte”, promosso da Consorzio Farsi Prossimo Onlus, che prevede la realizzazione di laboratori di arte-terapia per persone affette da disagio psichico.

Il progetto pone al centro della riabilitazione il concetto di recovery: le persone stesse non sono “pazienti”, ma diventano agenti in prima persona del loro percorso di guarigione, di autodeterminazione, di empowerment.  Le attività dei laboratori artistici, in particolare, offrono la possibilità, di valorizzare il partecipante nell’espressione di abilità e nell’individuazione di risorse importanti, spesso latenti.

Grazie ai laboratori artistici, è possibile attivare le potenzialità creative, manuali, corporee e artistiche, con l’obiettivo di far trovare alla persona un codice e un linguaggio comunicativo e gratificante per sé, che diventi anche base per la relazione con l’altro.

Ci siamo innamorati di questo progetto fin da subito perché avere a che fare con l’arte, per aiutare i più deboli, non capita tutti i giorni. Abbiamo iniziato a preparare l’evento con quasi sei mesi di anticipo e, grazie al coinvolgimento della curatrice della Mostra, Chiara Alessi, abbiamo raccolto le prime adesioni di progettisti e designer: dalla sedia di Aldo Rossi per Molteni alle macchinine di legno di Matteo Ragni; dalla lampada di Patricia Urquiola per Foscarini, alla collezione di ritratti dei Maestri di Massimo Giacon… Abbiamo realizzato un catalogo con la possibilità di fare le prime offerte on line e gestito i vari aspetti organizzativi dell’evento. L’esito ve lo abbiamo raccontato, ma credeteci: vedere tutte quelle mani alzate ci ha riempito il cuore perché alla fine, un po’ “Pazzi per l’arte” lo siamo anche noi.

 

 

 

 

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