Newsletter marzo 2017: Editoriale

Benedetta buona causa

 

Spesso i nostri partner, le nostre associazioni e le fondazioni ci chiedono come fare per incontrare la sensibilità del pubblico su tante importanti buone cause. A volte si fa un po’ di confusione: “Cosa funziona adesso? E se facessimo un po’ di crowdfunding? Uno spot? E l’sms solidale?…” Dobbiamo essere originali, ma con un occhio alle tradizioni, innovativi, ma senza snaturarci… è vero, diciamocelo, è sempre più difficile farsi spazio tra media e social network con messaggi efficaci capaci di fare breccia. Ma allora se dobbiamo adeguarci alle mode del momento, ai nuovi strumenti di comunicazione e magari alle previsioni meteo… quanto conta il contenuto e quanto il contenitore? Lo sappiamo, la comunicazione sociale, quella buona, parte dal progetto e da ciò che si vuol fare per rispondere ad una problematica. Se il progetto è valido e se lo crediamo davvero, siamo tenuti a comunicarlo nel modo giusto e a farlo sapere alla comunità. Lasciamoci trascinare dalla voglia di dire quanto siamo privilegiati noi che lavoriamo per prenderci cura di qualcuno che ha bisogno di noi, per ascoltare e aiutare a crescere, a formarsi, a migliorare…  Per quanto assurda e complessa ci sembri, quindi, la mia buona causa è perfetta – per scimmiottare la Mannoia (sempre straordinariamente sensibile alle tematiche sociali).

 

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