Newsletter marzo 2015 – Editoriale

A leggere il giornale, di questi tempi, mi sembra si parli solo di paura.

Paura del terrorismo, sempre più vicino; paura di perdere il lavoro e non arrivare a fine mese; paura dello straniero e della diversità che porta con sè; paura di avere un figlio, o di non averlo; paura della malattia o della vecchiaia; paura che l’uomo che hai scelto si trasformi in mostro, dentro le mura di casa.

Ma dietro ognuna delle storie vere che ci fanno paura, c’è sempre qualcuno che anzichè chiudersi in casa, per correre meno rischi, sceglie di fare del suo meglio per cambiare le cose. Centinaia di migliaia di organizzazioni che – in Siria, in Congo, o in Italia – danno voce a quella paura per trasformarla, e ricavarne qualcosa di buono.

Noi che lavoriamo dietro le quinte, abbiamo la straordinaria fortuna di vedere da vicino anche questo lato delle notizie, e ricavarne una prospettiva molto diversa.

Alla fine, anche quando non sembra, sono molte di più le persone buone, rispetto a quelle cattive. Solo alcune di queste decidono veramente di mettersi in gioco per affrontare le paure di tutti. Le altre (noi) devono solo far bene la loro parte, e magari trovare un modo per dare una mano.

 

 

 

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