Newsletter Agosto 2018: Editoriale

L’estate 2018, qui in Goodpoint, verrà ricordata come “la stagione calda del volontariato aziendale”: circa 1.000 dipendenti coinvolti, 4 aziende, 8.000 ore di volontariato in 25 giornate, 16 realtà sociali ospitanti in 11 città italiane, e tutto questo in meno di due mesi.

Che il fenomeno del volontariato aziendale sia in continuo aumento lo sapevamo (anche voi, se ci seguite da un po’), ma l’intensa attività di questi mesi è stata occasione per interrogarci sul ruolo che vogliamo giocare, all’interno di queste esperienze. Abbiamo pensato che ci si stesse presentando l’occasione per rendere più efficace il nostro sforzo verso un cambiamento sociale.

Goodpoint non si occupa di organizzazione di eventi. Cioè: lo facciamo, certo, ma non organizziamo mai “solo eventi”. Il nostro impegno deve essere, piuttosto, quello di fare in modo che ogni evento – come ogni campagna, progetto, raccolta fondi… –  contribuisca in qualche modo al miglioramento della società.

Il volontariato d’impresa lo fa di per sé, crediamo, per il solo fatto di mettere in contatto mondi che difficilmente si incontrano nel loro ordinario. Ci siamo però chiesti se non si potesse fare un pochino di più, per favorire questo incontro.

La risposta è che sì, senz’altro possiamo rafforzare il senso del nostro lavoro, su questo fronte: per esempio non limitandoci all’organizzazione delle giornate, ma provando a farne un veicolo di contenuti con l’obiettivo di contribuire a “Fare Cultura”.

Un primo, piccolo cambiamento abbiamo provato a farlo, scegliendo di inserire nell’agenda delle giornate di volontariato d’impresa alcuni momenti di informazione e formazione, tenuti dai referenti delle diverse onlus ospitanti, con l’obiettivo di approfondire alcune tematiche sociali e abbattere qualche muro o stereotipo, laddove possibile. Si è parlato di migranti, di lotta alla mafia, di migrazione sanitaria, di povertà, di violenza sulle donne e d’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati.

Un passaggio che si è rivelato importante per le persone, che hanno avuto l’opportunità di acquisire le informazioni indispensabili a costruirsi un parere. Per noi, è stato l’inizio di un dialogo, un confronto che speriamo di proseguire nel tempo senza l’intenzione di fare politica se non nel senso in cui, per ruolo e missione, abbiamo sempre cercato di farla: interessandoci alla “polis” e, molto di più, delle persone che la abitano.

Ogni volta, per introdurre il tema, abbiamo proposto alle persone un velocissimo “test di autovalutazione” sul livello di conoscenza dell’argomento. I risultati hanno confermato quello che ci aspettavamo (e che è più che naturale), rafforzando in noi la sensazione che ci sia spazio per assumere di più, come Goodpoint, un piccolo ruolo in questo senso. E non solo durante gli eventi di volontariato: a partire da questa newsletter, ci sarà una nuova rubrica chiamata “Social Quiz”: in ogni numero vi proporremo di rispondere agli stessi test (no panic, si tratta di domande a crocette, velocissime!) su una tematica sociale ogni volta diversa.

La speranza è quella di contribuire a dare qualche informazione in più e, perché no, magari far nascere anche qualche domanda in più. Citando il filosofo Bertrand Russell: «Gli ingenui non sapevano che l’impresa era impossibile, dunque la fecero»…

Un commento

  1. sempre interessante… coinvolgente, sfidante? Buone vacanze a tutti!

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